Caduto nell'adempimento del Dovere

Mancini Roberto

Ispettore Superiore Sostituto Commissario

della Polizia di Stato

Questura di Roma - Comm.to San Lorenzo

30 Aprile 2014

53 Anni


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I Caduti che oggi Ricordiamo

Morì il 30 aprile per una complicanza polmonare a seguito di trapianto di midollo all'ospedale di Perugia ove era stato ricoverato a seguito di una patologia riconosciuta come dipendente da causa di servizio.

All'inizio degli anni Novanta il Sostituto Commissario Mancini iniziò un'indagine sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici in Campania, nella zona che sarebbe balzata successivamente alla cronaca come “Terra dei Fuochi”. Nel 1996 consegnò alla Procura della Repubblica di Napoli un dossier composto dalle risultanze di una complessa attività investigativa fatta di pedinamenti, intercettazioni, dichiarazioni di pentiti. In tale dossier confluivano anche nomi di grosse aziende a rilevanza anche internazionale e venivano tracciati i legami tra la camorra campana e il mondo della politica. Quel dossier rimase lettera morta per 15 anni fino a quando un P.M. della Procura lo utilizza per aprire il fascicolo per il reato di disastro ambientale.

Tra il 1997 e il 2001 il Sostituto Commissario Mancini lavora come consulente per la Commissione Rifiuti della Camera dei Deputati compiendo decine di sopralluoghi e ispezioni in discariche e siti definiti “a rischio”: qui contrae un linfoma non-Hodgkin che gli viene diagnosticato nel 2002 e riconosciuto come dipendente da causa di servizio: inizia un calvario durato 12 anni e corredato da una battaglia legale che il Poliziotto instaura nei confronti del Ministero degli Interni che lo aveva liquidato con soli 5000 Euro. Nel 2013 la Camera gli nega un ulteriore indennizzo e il 6 aprile 2014 vengono depositate a Montecitorio oltre 20mila firme in calce a un appello per un giusto risarcimento.

Il Sostituto Commissario Mancini lasciò la moglie Monika e una figlia.

 

Fonte: ANSA; Il fatto quotidiano

 

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