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“Se ne siete capaci conservate un posto per loro  nel vostro cuore mentre andate in luoghi dove loro non possono più andare/ non abbiate paura di dire che li avete amati anche se non è sempre stato del tutto vero/prendete ciò che vi hanno insegnato con la loro morte e conservatelo dentro di voi…”(Continua)-F.Gregorutti - F.Scinia)

I Caduti dei Corpi della Polizia Italiana nella Storia d'Italia dal 1852 a Oggi


Corpo
delle Guardie di Pubblica Sicurezza
(1852-1890)

 


Corpo
delle Guardie di Città
(1890-1919)

 


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degli Agenti Investigativi, Guardie Regie
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(1919 - 1925)


Corpo
degli Agenti di Pubblica Sicurezza
(1925 - 1944)

 


Corpo
delle Guardie di Pubblica Sicurezza 
(1944 - 1981)

 


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01/12/1941


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martedì 9 marzo 2010
alle 5.15.37

La "Conta" di un ipocrita morte
Muore a Rho (Mi) l'Agente Scelto Salvatore Farinaro, Aveva 28 anni

Credo sia sempre molto dura iniziare “La Conta” perché ogni volta che un fratello di giubba ci lascia per fatti strettamente riconducibili al proprio servizio mille e più cominciano a essere gli interrogativi e le paure che si affacciano su chi, come noi, come me, quotidianamente, affronta la strada con indosso, sempre e comunque, la Giacca Blu. 
Ieri, 24 Febbraio 2010, abbiamo iniziato “La Conta” del 2010, un termine bruttissimo ma tale è, specie per alcuni giornalisti, la morte di un nostro collega, di un Poliziotto o dispegiativamente uno “Sbirro”. 
Ieri, per colpa di un “Depresso” rimane al suolo, esanime, in un lago di Sangue, Farinaro Salvatore, di Anni 28, in servizio presso il Posto Polfer di Rho, Salvatore ci lascia per avere difeso la sua fidanzata da una coppia di individui che avevano pensato bene di infastidirla sino al punto di farle avere paura mentre era al lavoro in un bar. 
Salvatore non sappiamo se sia intervenuto prima come Poliziotto o come Fidanzato sappiamo però che ha difeso prima di tutto una inerme cittadina e poi la sua fidanzata. 
Salvatore ci richiama alla fragilità della vita, alla pericolosità di questo mestiere, alla crudezza dell’esistere e di quanto, purtroppo, si possa fare molto poco verso questi incredibili fatti di sangue. 
Inutile provare a cercare un senso, inutile chiedersi perché; non esistono parole per provare a chiedere o a capire quale assurdo motivo possa condurre “il destino” (o la mano di un assassino?) a fare cessare la vita di un ragazzo di soli 28 anni. 
Possiamo però chiederci come la società civile farà scontare al reo confesso, omicida, ciò che ha strappato così violentemente a una così giovane vita. 
Possiamo provare a domandarci se davvero la società civile, ma soprattutto quell’indifesa fidanzata o i suoi familiari, riceverà adeguata risposta da parte delle sane e democratiche istituzioni. 
La consapevolezza che emerge, le risposte che si richiamano alla mente però, dopo queste domande, purtroppo, sono che pur non potendo mai riavere la vita indietro la società stessa non farà ma
i....

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Semplicemente ...
Luigi Bertinetto !

(a cura del Nipote Alex)

Questa storia non può iniziare con il classico "C'era una volta in un paese lontano lontano..." perchè conosciamo benissimo il luogo ed il tempo, Genova, da qualche parte attorno al 21 di ottobre 1942...
... la Storia sta spiegando le sue ali ad avvolgere il mondo, ali cupe che vanno assumendo il colore bruno del sangue rappreso, ma a noi, uomini e donne di piccolo peso, è dato di vedere, scostando le ragnatele del tempo, in questa sera di tardo autunno due giovani camminare lentamente, mano nella mano, fino a cercare il sole che si tuffa nel mare.
Il tramonto colora di rosso una nave da guerra alla fonda nel porto, ma gli occhi di due giovani di ventanni vanno al di là del momento presente, e corrono leggeri sulla superfice del mare.
La voce di lui sale appena a smuovere l'aria, è un piccolo sussurro, una dolce carezza all'orecchio di lei.
"Il mio paese è coricato fra i castagni, in questo periodo esplodono in tutti i colori della terra. Quando vado a far legna sulla strada che porta a Giaveno, le foglie per terra sono come un tappeto. Allora mi immagino che stiano salutando l'ultimo sole prima di morire, come se volessero cantare la tristezza per l'inverno che viene ed i lunghi mesi di gelo e silenzio.
Ti porterò là un giorno, quando mi daranno una licenza e ti presenterò ai miei genitori... magari la prossima primavera...c'è un sentiero nel bosco dove d'estate volano le lucciole...e c'è il Sangone, il nostro fiume, che ogni giorno sussurra all'orecchio la sua canzone"
Mentre parla, già la sua mente vola al momento in cui camminerà con lei in quelle strede che ben conosce, e potrà presentarla agli amici, ai parenti.
Sogni semplici di un cuore puro che già si vede ripetere il gioco infantile di risalire il fiume saltando di masso in masso.
Un velo di nostalgia gli sale dal cuore mentre ripensa alla sua terra lontana, al suono delle campane del Santuario, alla carezza del fiume all'orecchio...
 

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Oggi è il 10/03/2010
ore: 6.04.49

I Caduti che
Ricordiamo Oggi

Tanti esempi di vita ….
per non mollare mai!

(di Michele Rinelli)

 

Credo sia bello stupirsi ancora, nonostante tutto, quanto possa essere bello l’avere strumenti di comunicazioni potenti che possano fare in modo che il tuo pensiero arrivi ovunque semplicemente con un “Click”.

Credo sia stupefacente quanto il mondo sia diventato “piccolo” grazie alla tecnologia, alle comunicazioni digitali, alla telefonia mobile, a internet, in un sistema così vario e variegato da poter essere tutti, nel bene e nel male, facilmente raggiungibili.

E’ tramite questi potenti mezzi che l’uomo riesce a esprimere la sua migliore essenza e, purtroppo, anche la peggiore, perché come in tutte le cose non è il mezzo utilizzato a essere il “Male” ma il modo in cui quel medesimo mezzo viene impiegato.

Lungi quindi per quel che mi riguarda criminalizzare un “Mondo” come quello di internet che ha consentito di creare e condividere con tutti voi questa esperienza, un sacrario virtuale alla portata di tutti, un “luogo” fruibile da ogni parte del pianeta dove ricordare coloro che ci hanno preceduto donando la loro vita ai cittadini, alla patria, e alle parti sane e virtuose del nostro sistema democratico.

L’umanità, quindi, quel valore che si percepisce nelle migliaia di righe presenti in questo sito, è il vero motore che continua in ogni caso a farci andare avanti.

Un umanità che spesso ci viene negata ogni giorno, dalla frenesia dei tempi, dalla pochezza di taluni programmi di intrattenimento o più semplicemente da chi, in qualche modo, cerca di strumentalizzare il dolore altrui rendendolo semplicemente business, spettacolo e odiens.

Grazie a Dio, Cadutipolizia.it, sino ad oggi, è sempre riuscito a tenersi lontano dalla ribalta dei riflettori, dalla notorietà, volendo semplicemente fornire onore e rispetto a tutti coloro che con la divisa indosso hanno dato il loro bene più prezioso: la vita.

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Un "Fiore del male" 
Lettera aperta al noto attore/regista
Michele Placido

(di Michele Rinelli)

 

Gentile Sig. Placido


Non inizierò questa lettera aperta con i soliti complimenti per le sue performance o per le doti artistiche evidenziate negli anni; inizierò semplicemente così, come la vorrà leggere, in un misto tra stima, “professionale affetto” e un pizzico di delusione nei confronti di un uomo che spesso ha indossato i panni degli italiani veri e dell’Italia tutta. 
Non me ne voglia, signor Michele, se da queste poche righe a lei rivolte, ne scaturirà una qualcosa di poco gradito ma, mi creda, ci sono cose su cui è necessario riflettere e su cui non si può dire:”è solo arte”. 
Si, lo so che lei di arte cinematografica potrebbe sostenere lezioni di livello universitario ma dare vita al “Fiore del male”, alle gesta di uno dei più sanguinari criminali a cui l’Italia ha dato i natali, è a mio avviso un insulto all’arte stessa e al concetto di rispetto e buon gusto nei confronti dell’Italia e degli Italiani. 
Perchè gentile signor Placido, lei potrà anche sostenere che il cinema è soprattutto l’arte di raccontare l’uomo nelle sue mille sfaccettature ma sa bene anche come l’arte di raccontare gli uomini dovrebbe innanzitutto passare dalla capacità di raccontarli con oggettiva prospettiva e non con romantica faziosità. 
Un “Fiore del Male”, così come l’omonimo libro, racconta le storie di un criminale dalla parte di un criminale, sul quale pendono 260 anni di onorabile carcere e questo non lo racconto io ma i quintali di carta scritti sui fatti commessi da chi, impropriamente, lei ha definito un “Robin Hood”. 
Raccontare di un “Robin Hood” avrebbe forse un senso, raccontare di un individuo come il “Bel Renè”, mi creda, è tutt’altra cosa. 
Lei si è affannato a rispondere a certe critiche rassicurando la platea che non sarà un film che santificherà la figura dell’ergastolano Vallanzasca, mi dovrà poi anche spiegare come potremo crederci se la sceneggiatura liberamente si ispira al libro autobiografico scritto dalla mano di un assassino a cui non basterebbero 4 vite per espiare, in base alla legge, ciò che veramente ha commesso.... 

 

 - Segue -

Homepage aggiornata giovedì 4 marzo 2010 alle 9.56.16


Oh Signore
che ogni giorno proteggi le persone che sulla strada difendono i cittadini abbi un occhio di riguardo per chi da sempre ha creduto che questo mondo,  liberato dalla presenza del diavolo e da anime perse,  fosse e potesse essere migliore e per questo lotta, a rischio della propria vita, in nome della Patria di un Paese che il paese non vuole e rinnega.
Oh Signore, Benedicili tu.
- Amen -
(Si ringrazia per la dedica il Sig. Mariano Conti)


I Caduti
che cercano
ancora Giustizia

Adriano Ruttar 23.12.98
Paolo Cragnolino 23.12.98

Giuseppe Zannier 23.12.98

Antonino Agostino 5.8.89

Angelo Grasso 23.1.88

Ottavio Conte 9.1.85

Giuseppe Baccaro 17.3.83

Antonio Custra 15.5.77

Settimio Passamonti 21.4.77

Antonio Annarumma 19.11.69

Silvestro Corrao 30.6.63

Antonio Sarappa 7.9.60

Raffaele Sicurella 8.12.46

Amilcare Salemi 16.11.46

Pietro Gerardi 19.11.42

Giuseppe Esposito 12.4.28

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I Caduti delle Polizie Europee a Cura del sito ODMP Central Europe

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