Caduto nell'adempimento del Dovere

Ilardi Pietro

Comandante dei Militi a Cavallo

di Pubblica Sicurezza

 Questura di Palermo

29 Maggio 1882

48 Anni


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I Caduti che oggi Ricordiamo

Morì il 29 Maggio nei pressi di Palermo, nel corso di un conflitto a fuoco con un gruppo di briganti.

Nel corso delle indagini sul sequestro del possidente terriero Notarbartolo di Sciara, avvenuto pochi giorni prima, il Comandante Ilardi scoprì che tre dei briganti responsabili del rapimento si nascondevano in un casolare, noto come Casina della Baronessa Colluzio,  nelle campagne di Contrada Ciaculli, una località alle porte di Palermo. Per arrestare i tre criminali si mossero, oltre al comandante Ilardi,  anche  28 uomini tra funzionari di Polizia, guardie di P.S. a cavallo e a piedi, carabinieri e militari che circondarono la Casina Colluzio. Il Comandante Ilardi  bussò alla porta dell’edificio e, di fronte alle risposte evasive dei presenti, fece irruzione all’interno insieme ai suoi uomini, ma i tre briganti all’interno accolsero i poliziotti sparando all’impazzata contro di loro. Gli uomini delle Forze dell’Ordine risposero al fuoco e nell’edificio si scatenò una furibonda sparatoria. Nelle prime fasi del conflitto a fuoco il Comandante Ilardi venne colpito da un proiettile in pieno volto, morendo pochi istanti dopo.

La sparatoria continuò sino a che in appoggio agli uomini delle Forze dell’Ordine giunse un drappello di bersaglieri, il cui comandante costrinse i briganti alla resa, dopo aver minacciato di dare fuoco  al casolare dove si erano asserragliati.

Il comandante Pietro Ilardi era una personalità molto nota a Palermo.

Fervente liberale, nel 1859 era stato arrestato dalla Polizia borbonica per la sua attività patriottica e nel 1860 si era schierato al fianco di Garibaldi e dei Mille combattendo contro le truppe delle Due Sicilie, diventando comandante di un battaglione dell’esercito garibaldino. Successivamente era transitato nel Regio Esercito combattendo nella campagna contro il brigantaggio nel Sud. In seguito, dopo aver lasciato l’esercito, era diventato vice sindaco di Napoli, città dove si era trasferito per alcuni anni.

Nel 1878 fu nominato Comandante delle Guardie di Pubblica Sicurezza a Cavallo di Palermo e nel capoluogo siciliano il Comandante Ilardi aveva effettuato numerose ed importanti investigazioni ed operazioni di polizia giudiziaria che gli era.

I funerali del Comandante Ilardi a Palermo furono seguiti da migliaia di cittadini, oltre che dalle autorità locali e nazionali. I palermitani assistettero la famiglia del Comandante Ilardi, rimasta senza alcun mezzo di sostentamento. Il Principe Emanuele Notarbartolo di Sciara, vittima del sequestro sul quale stava indagando Ilardi,  aprì una sottoscrizione per la famiglia del Comandante Ilardi, il Comune di Palermo procedette a proprie spese all’istruzione dei tre figli minori dell’ufficiale Caduto mentre il governo nazionale versò un sussidio di 5000 lire dell’epoca ed una pensione in favore della famiglia di Pietro Ilardi. 

Fonte: rivista “l’Esercito della Domenica” del 2 Luglio 1882, archivio ritagli stampa della Questura di Palermo.

Si ringrazia l’Ispettore Capo Luigi Menna per la cortese collaborazione.-

Si Ringrazia per la Stampa l'Ispettore Capo Vincenzo Marangione

 

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