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FIGLI, FIGLIASTRI (E FIGLI DI....)

di Gianmarco Calore

E' un pezzo che non scrivo qualcosa per Cadutipolizia. Non che il materiale manchi, si intenda....ma semplicemente perchè scrivere di banalità personalmente a me non piace. Preferisco affrontare un argomento sconosciuto o particolare piuttosto che tediare il lettore con una sequela di luoghi comuni tanto rifuggiti anche dagli altri Collaboratori di Redazione.

Oggi torno a scrivere qui per un semplice motivo. Perchè sono INCAZZATO NERO! Passatemi il francesismo, ma è l'unico termine che mi sento di usare e che rappresenta in tutta la sua veracità il mio attuale stato d'animo. E se la sua origine fosse una cosa che tocca il sottoscritto in via esclusiva, beh, l'incazzatura me la farei passare da solo in un modo o in un altro.

Siccome invece la scintilla coinvolge tutta la Redazione, allora forse è giunto il momento di uscire allo scoperto e di mettere bene in chiaro alcune cose. In via ESTREMAMENTE ufficiale.

Succede già da un pezzo che nel nostro ambiente (dove alla fine tutti conoscono tutti, e se non conoscono molto spesso inventano...) qualcuno dopo essermi stato presentato abbia commentato con frasi tipo: “Ah, Gianmarco Calore, quello del sito dei caduti...”. Non ho mai saputo (ne voluto) incasellare un simile commento in un'area precisa dello scibile umano, certe cose – mi dicevo – lasciano il tempo che trovano, soprattutto quando il discorso finiva lì. Chi segue Cadutipolizia dalla sua nascita dovrebbe infatti avere capito CHI e COSA sta alla base di questa impresa: che essa susciti invidia o ammirazione, gelosia o compiacimento, critiche o lodi personalmente non mi è mai interessato.

Ma quando questo certo non-so-chè oltrepassa un determinato confine, allora no ragazzi!

E' giunto il momento di correre ai ripari. Il casus belli lo trovo nell'ultimo concorso per vicesovrintendente da poco sostenuto. E lo trovo specificamente non in UNO né in DUE, ma in PIU' “colleghi” conosciuti per l'occasione, i quali hanno avuto l'ardire di insinuare con le classiche battutine (del tipo, “ah, chissà quanti punti avrai in graduatoria grazie a quel sito!”) che Cadutipolizia costituisca in realtà una sorta di testa di ponte per ottenere chissà quali “tornaconto” o regalie, ora che un posto da vicebrigadiere sembra essere il traguardo più ambito da tutti, anche da coloro – e sono tantissimi – che solo fino a ieri hanno sputato nel piatto in cui continuano saporitamente a mangiare.

Vinta la tentazione di assestare una testata sul setto nasale a questi “colleghi”, mi sono detto che è giunta l'ora di mettere nero su bianco alcuni concetti i quali, nonostante la loro elementare natura grammaticale, risulteranno sicuramente di difficile comprensione per molti di loro.

1) Cadutipolizia nasce nel 2007 dalla libera volontà e incontro di un gruppo di Poliziotti che semplicemente amano il loro lavoro e la storia del Corpo cui appartengono

Questo da molti è visto come un male: parlare male del Corpo di Polizia in cui si lavora oggi sembra fare molto “macho”..... Siamo partiti in sordina, come in sordina ci ostiniamo a voler continuare a lavorare nella raccolta di notizie su Colleghi (stavolta sì, con la maiuscola!) che non ci sono più: da un momento di iniziale derisione siamo passati a oggi, momento in cui sappiamo benissimo di avere riscosso una buona risonanza mediatica, ma anche molta invidia. Mi sta bene: l'invidia l'ho sempre considerata un sentimento umano; chi dice di esserne scevro, mente.

2) Nessuno di noi si è mai aspettato (né tantomeno ha ricercato o sollecitato) riconoscimenti ufficiali. Cadutipolizia è un sito NON ISTITUZIONALE, e tale continuerà a restare nei secoli a venire, finchè ci sarà qualcuno che vorrà proseguire nella sua implementazione. Il concetto di “non istituzionale” va spiegato: non ci facciamo tirare per la giacchetta da nessuno! In molti ci hanno provato: sindacati, pseudo-ricercatori, soggetti che hanno cercato di salire sul carro dei vincitori a guerra finita, a volte emissari di questo o quell'ufficio “centrale”.....

Abbiamo ribadito che la nostra attività di ricerca non coinvolge in alcun modo né il Ministero dell'Interno, né il Dipartimento della P.S., né alcun organo ufficiale: tutto ciò che viene inserito, postato, pubblicato poggia sulle spalle del relativo autore, responsabilità comprese. E queste ultime sono moltissime, più di quelle che ogni babbeo che ha la pretesa di averci già collocati nell'immenso panorama di mamma-Polizia possa credere....

3) Nessuno di noi ha mai percepito alcuna indennità o emolumento economico per le attività di ricerca esperite. Anzi, chi di noi si è mosso per verificare alcune notizie portandosi in giro per l'Italia lo ha sempre fatto a proprie spese e libero dall'orario di servizio, molto spesso sacrificando ferie e recuperi riposo oltre a una cospicua quantità di denari personali. Chiamateci pazzi, forse avete ragione. Ma non dateci degli opportunisti.....

Ora, chiunque di noi (che non abbiamo sulle spalle propriamente 2 giorni di servizio....) sa che nella nostra Amministrazione ci sono sempre stati figli e figliastri. Un'espressione usata dalla notte dei tempi per indicare chi è stato trattato bene, chi invece un po' meno.... chi si è ritagliato il suo posto al sole e chi no.... chi si è fatto sempre il mazzo tanto e chi invece ha fatto da subito la bella vita, quella comoda fatta di domeniche a casa, di orario flessibile, di alcuna responsabilità. Un dato di fatto che o accetti o forse è meglio che ti prosciogli. A queste due categorie “storiche” oggi ne aggiungo un'altra, le cui fila si vanno rimpolpando di giorno in giorno: quella dei figli di..... Ognuno ci metta ciò che vuole.

In uno Stato ove vige la libertà di pensiero e di espressione posso anche accettare la nascita di questa nuova categoria. Non accetto invece che Cadutipolizia venga preso a ostaggio dalle solite malelingue che troppo spesso parlano senza avere controllato che il loro cervello sia stato inserito. Poichè d'ora in avanti a simili “colleghi” e a chiunque altro di simile, oltre al mio più profondo biasimo, toccherà anche la Procura della Repubblica.

Parola di scout!

Per la redazione Cadutipolizia: Gianmarco Calore