Angeli del Male e Demoni del
Bene
La logica dell'assurdo e del
profitto nella negazione dell'umano e sociale
rispetto
di Michele Rinelli
Il Cast de "Gli Angeli del Male"
Guardiamoci negli occhi e pensiamo a chi siamo,
da dove veniamo, se abbiamo una missione e quali
sono i metodi per vivere ciò che in qualche modo
abbiamo il più delle volte deliberatamente
scelto.
Vi sono parabole di vita dal sapore amaro, sogni
d’amore infranti, figli senza genitori rimasti
orfani e madri e padri rimasti senza la loro gioia
di vivere per colpa di mani assassine.
Parabole di questo genere colpiscono la vita dei
Poliziotti e dei loro cari molto più spesso di
quel che comunemente si immagina.
Persone, i Poliziotti, che tante volte ci credono
sul serio, che abbracciano quella divisa come
fosse una fede, un saio, un abito talare cucito
sulla pelle da cui nemmeno negli attimi più intimi
di vita riescono a liberarsi.
Vite, quelle delle “Divise”, che difficilmente
verranno raccontate, vite che si perdono
nell’oblio del tempo di cui nessuno si interesserà
sul serio: fare il poliziotto ?
Un mestiere infame!
Nasce così quindi il germe dell’assurdo, dove
uomini veri diventano “Demoni del Bene” e
criminali assassini diventano “Angeli del male”.
“Angeli del Male” ?
Vallanzasca un “Angelo” ?
Che assurdità, che insulto!
Nella logica perversa della polemica “Gli Angeli
del Male” diventa un film di sicuro successo,
Michele Placido, dopo i recenti fallimenti di
alcune sue opere, pare che ci sia riuscito sul
serio a imporsi sulle scene della mostra del
cinema di Venezia.
“Renè” (vi rendete conto dov’è arrivato quel
criminale ancora in vita ?) colui che viene
dipinto dallo stesso regista “un personaggio
complesso dal lato oscuro molto pronunciato”…che
avremmo tranquillamente preferito lasciare
nell’oscurità dell’oblio!!!
Si perché, magari non lo sapete, ma tra i vari
commenti al film, definito molto bello, c’è anche
chi sostiene che ne esce fuori un personaggio
“accattivante”, che riesce a esprimere un “etica
criminale”, le sue vittime, in particolare quelle
delle forze dell’ordine, mere comparse che
semplicemente intralciano la sua etica:
inaccettabile e squallida logica cinematografica.
L’ ”Etica Criminale degli Angeli del Male” ,
questo è ciò che viene proposto in quel film,
questa è la scusa con cui decine di migliaia di
persone pagheranno l’ingresso alle sale andando ad
ingrassare lo “Star System” ad esso agganciato,
per non parlare dello stesso Vallanzasca.
Forse non è noto a tutti ma il “Bel Renè” ha
personalmente scritto il libro da cui il film è
tratto e che si è materialmente recato sulle scene
in qualità di consulente….e vogliamo ingenuamente
pensare che è tutto “AGGRATIS” ?
Come se non bastasse dovremmo tollerare quel
“Consulente di Scena” perché, sempre secondo il
vate della cinematografia italiana, sugli scranni
del parlamento siedono persone peggiori dell’
”Angelo Renè”.
L’assurdo messaggio è quindi chiaro: per
contrastare la logica del “Potente & Disonesto” è
necessario proporre sul grande schermo esempi
criminali … signor Placido…che dire ?
Qualsiasi commento è decisamente superfluo e un
insulto agli onesti e intelligenti cittadini
italiani.
Secondo questa ferrea logica raccontare un “Angelo
del male”, in un’ottica di “Etica Criminale”, è un
nobile gesto di generosità verso la cultura di
questo paese…o verso qualche economico interesse
?
Raccontare i drammi, le sue vittime, le famiglie
che hanno perso un padre, un fratello, uno zio, un
amico per colpa di un assassino di certo non
arricchisce “la cultura” di nessuno, è evidente:
RASSEGNAMOCI!
Raccontare i “Demoni del Bene” non produce
ricchezza!
Chi racconterà mai, lontani dalle logiche del
mercato, per fare vera Cultura, la storia di una
donna che sulla tomba del marito giurò alle figlie
che colui che aveva negato loro il diritto alla
serenità non avrebbe mai più rivisto la luce del
sole se non da dietro delle sbarre ?
Chi racconterà mai i “Demoni del Bene”, che feriti
mortalmente all’esterno di una banca dalla stessa
mano criminale di cui sopra, hanno cercato di
acciuffare fino all’ultimo respiro quel ignobile
individuo…..ed è di certo “inutile” raccontare di
quella futura moglie che grazie a quella mano
violenta non ha mai potuto indossare l’abito
bianco già pronto per il giorno più bello della
sua vita.
Che “arricchimento culturale” potrà mai portare
raccontare di tutto questo ?
No signor Placido, e quando parla si sciacqui la
bocca dieci volte prima di dire che faceva il
poliziotto, lei certe cose non le racconta, non le
vuole raccontare perché si è accorto che il suo
“Grande Sogno” al botteghino non valeva nulla, non
poteva portarle notorietà….anche se a me quel suo
film è piaciuto moltissimo.
Quel sogno, dove si raccontavano gli anni ’70,
ispirandosi a se stesso “Poliziotto”(vorrei
vederlo con i miei occhi il suo foglio
matricolare, chissà che carriera!?!?), è stato
accolto in maniera molto fredda da tutti, quasi un
fallimento; serviva qualcosa di più
“Accattivante”, è evidente!
Già, signor Placido, il suo “Grande Sogno” è stato
probabilmente osare, andare oltre, essere sulla
bocca di tutti e imporsi al grande pubblico sulla
scia della polemica con un concetto della memoria
collettiva e del rispetto dell’individuo fin
troppo personale.
Si poteva raccontare “Renè” (lo chiama così in
confidenza ?) in molti altri modi, in maniera
molto più onesta e pulita e senza far arricchire
la famiglia Vallanzasca dandogli una possibilità
di riscatto, di notorietà, di ricchezza, che le
vittime di quel ergastolano, in proporzione, non
potranno mai e poi mai avere.
Orgoglioso signor Placido dei suoi “Angeli del
Male” ?
Spero di si, almeno lei, perché in troppi faranno
vere e proprie fortune su quelle lacrime sgorgate,
…i “Diritti d’Autore” sono un diritto anche per
lei, non nascondiamoci dietro a un dito per favore
!
Una pellicola, quella degli “Angeli del Male”,
forse tra le più irrispettose della storia del
cinema, proprio per il coinvolgimento attivo del
criminale che lei racconta.
Io ho conosciuto, letto, sentito raccontare di
“Demoni del Bene”, ogni giorno assisto alla
grandezza dell’umano esistere e alla pochezza
dell’umano distruggere ma mai mi sognerei di
rappresentarlo facendo guadagnare chi ha vissuto
la propria vita distruggendo quella degli altri
per proprio tornaconto personale.
Signor Placido, data la sua lungimirante
esperienza con i galeotti e dato che è ormai
abituato a stringere le mani di assassini, un
consiglio: il prossimo film lo faccia sulla “UNO
BIANCA” e sui fratelli Savi.
Chissà, magari portando sul set proprio i due
sanguinari assassini emiliani, così come ha fatto
con il bel Renè, non le torni davvero utile il suo
passato da “poliziotto” …del resto non lo sono
stati anche loro, i Savi…dei poliziotti …come lo è
stato lei ?
Comunque, una cosa è certa: non pagherò mai per la
visione di “Un Angelo del Male” !
Per la Redazione Cadutipolizia: Michele Rinelli
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