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IL POTERE DELLE PAROLE

- di Gianmarco Calore -
 

Oggi ho imparato una delle più belle lezioni di vita che nessuna scuola ti può dare.

Il titolo può sembrare anche scontato, del resto chi di noi almeno una volta non ha provato sulla sua pelle o su quella di qualcun altro i suoi effetti esaltanti, appaganti, coinvolgenti ma anche distruttivi, avvilenti, mortificanti?

Una singola parola investe un intero universo di sensazioni: è come una pianta che vedi al centro di un giardino. Piccola, grande: non importa. Tu la vedi piantata lì, ma non sai fino a dove arrivano le sue radici che corrono al di sotto del terreno. Possono spingersi lontano, sollevare marciapiedi, insinuarsi nelle crepe dei muri. Addirittura intaccare fondamenta. Però – ti dici – la pianta è bella: ti fa ombra nelle calde giornate estive, magari ti ripaga anche con frutti saporiti e in primavera inonda la tua casa con il profumo delle sue gemme. Ma intanto essa sottoterra continua a lavorare, ad espandersi, a cozzare contro altre strutture che tu credevi inattaccabili e massicce ma che a distanza di tempo ti ritrovi compromesse, a volte irrimediabilmente.

Allora ti domandi come mai abbia potuto farti uno scherzo simile. Proprio a te, che l'avevi piantata con amore, scegliendo il posto più idoneo, annaffiandola e concimandola, potandola e proteggendola. Come mai adesso ti ripaga con un simile danno? E dopo questa domanda, ti monta dentro un senso di rancore e di odio: ti vedi già con la mannaia in mano per estirparla e bruciarla nel caminetto. Ma poco importa, perchè il danno è già fatto e non resta che correre ai ripari. A volte li trovi. Altre volte no.

Ti senti frustrato perchè una tua creatura, che avevi scelto tra tante in un vivaio e sulla quale avevi investito tutte le tue migliori intenzioni, ti si è rivoltata contro come un animale che morde la mano del padrone che gli porta il cibo. Una tale frustrazione ti fa concentrare solo e unicamente su quel problema che arriva a toglierti il sonno di notte e l'appetito di giorno. Sei talmente assorbito da ciò da non accorgerti che nel tuo grande giardino ci sono tante altre piante che stai trascurando. Queste ultime non saranno belle proprio come quella, di pianta; o forse lo sono anche di più. Tuttavia la tua trascuratezza le sta facendo appassire.

A quel punto sta unicamente a te scegliere: o fai morire l'intero giardino, gettando alle ortiche tutta la fatica che hai fatto per tenerlo in ordine; oppure reagisci trovando la giusta dimensione del problema. Non importa ciò che farai proprio di quella pianta: l'importante è che per colpa sua non vadano di mezzo altre creature.

E' ciò che mi è capitato in questi ultimi giorni. Ho rischiato di buttare all'aria un giardino intero per colpa di una singola pianta, la penultima del mio vivaio, che mi ha giocato un brutto scherzo. Uno scherzo tanto più brutto poichè inaspettato. Ora le sue radici sono state sistemate, così come le crepe delle fondamenta entro le quali si erano insinuate. Il giardiniere ha imparato che ogni pianta, per quanto bella e rigogliosa, non va sottovalutata nelle sue ramificazioni nascoste.

Ma il potere delle parole è una strada a due corsie e l'attenzione verso di esso vale anche per chi la percorre in senso contrario. Se le radici della mia pianta hanno arrecato danni al mio vicino, ci sono altri metodi meno invasivi che non afferrare la mannaia e tagliarle a sua volta senza misericordia.

Ne avrebbero beneficiato sicuramente i rapporti di buon vicinato....

 

Per la Redazione Cadutipolizia, Gianmarco Calore