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I loro "Perchè...!" che mai
sapremo davvero Forse siamo abituati alle tragedie, chi lavora in strada, negli uffici investigativi, dove, come si suole dire, si opera attivamente dal punto di vista della Polizia Giudiziaria, certe situazioni sono quasi l’ordinario; a quei drammi umani, alle persone che nei pochi attimi di un intervento o nelle lunghe ricostruzioni di un interrogatorio, ci trasmettono la loro vita, i loro drammi, le loro spesso forti e tragiche emozioni forse siamo anche assuefatti purtroppo. Oggi a Pistoia e a Perugia si sono consumate due tragedie che coinvolgono coloro che con i drammi ci lavorano: in Umbria un vice sovrintendente si è tolto la vita con la pistola di ordinanza e in Toscana un’ispettrice ha ucciso la sua bambina di 9 anni per poi rivolgere contro se stessa per uccidersi l’arma di ordinanza. Non ci sono parole per descrivere queste tragedie, è difficile trasmettere con le lettere dell’alfabeto quello che ogni operatore vive quotidianamente quando arriva “sul posto” per un rinvenimento di cadavere, per un suicidio o un omicidio….quando però è coinvolto chi fa il tuo stesso mestiere, un tuo simile, una persona che magari ha condiviso con te le stesse emozioni di certi interventi, in questo caso credo sia giusto fermarci un attimo a riflettere, perché anche tra di noi, alle volte, può capitare di pensare che “Tanto succede agli altri…!” Riflettere perché in questi anni dove ho condiviso io stesso la mia esperienza lavorativa con persone che della mia professione sanno poco o nulla ho trovato non di rado coloro che sostenevano, e probabilmente tutt’ora sostengono, che il poliziotto debba essere un “Superuomo”, un individuo dotato di capacità superiori, una persona che in ogni modo e in ogni situazione riesce sempre a gestire qualsiasi situazione; con forza mi sono opposto a questa visione ma a molti, forse, fa comodo pensare che chi indossa una divisa sia, nel bene e nel male “Superiore” agli altri. Oggi, 26 febbraio 2008 credo si sia di fronte alla dimostrazione che i Poliziotti sono essere umani, che come tutti hanno debolezze e che sono capaci in circostanze di disperazione, di poter compiere gesti estremi al pari di qualsiasi altro cittadino. Solo poche parole per rimarcare il fatto che un Poliziotto è una persona con pregi e difetti, che può essere onesto o corrotto ma anche più o meno sofferente nell’anima. Adesso il mio pensiero và ai familiari rimasti, a coloro a cui verrà passato l’onere di affrontare il dolore terreno, quell’onda emotiva carica di una forza così devastante che non sempre è facile da gestire e metabolizzare; il pensiero và anche al marito dell’ispettrice di Pistoia, collega anch’esso, che dovrà accettare come qualsiasi altro uomo di questa terra una tragedia infinitamente più grande di lui. Mi unisco nel cordoglio alle famiglie di questi colleghi che ci hanno lasciato così prematuramente e tragicamente. Questi colleghi non sono "Caduti", hanno negato a loro stessi “il tutto” e sono andati contro qualsiasi precetto religioso spinti da emozioni che per noi rimarranno sempre oscure….ma mi fermo anch’io, qui, a pensare….ai loro “perché...!" che mai sapremo davvero. Per la redazione di Cadutipolizia.it Rinelli Michele |