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UN RICORDO DI GIOVANNI E GIORDANO
Nelle foto i Colleghi Borraccino Giovanni e Coffen Giordano Il prossimo 5 aprile saranno passati 16 anni da quella maledetta sera in cui a Padova, presso il ristorante dell'ippodromo "Le Padovanelle", caddero sotto i colpi dei fucili a pompa di un gruppo di rapinatori l'Assistente Giovanni Borraccino e l'Agente Ausiliario Giordano Coffen. Sedici anni, ma il loro ricordo è più vivo che mai in tutti i Colleghi che ebbero la fortuna di conoscerli e di lavorare con loro. Giovanni era uno stimatissimo Assistente di Polizia in servizio alla Sezione Volanti della Questura di Padova. Preparato, sempre disposto ad aiutare e a consigliare i Colleghi più giovani, stava per diventare papà di un bimbo che non conobbe mai. Quella sera era il capopattuglia della "Volante 2", ebbe appena il tempo di rispondere al fuoco dei tre assassini che si erano appostati dietro la siepe di quel ristorante. Giordano era invece un giovane Agente Ausiliario di Leva in forza al 2° Reparto Mobile di Padova. Assieme ad altri Colleghi era stato aggregato alla Questura di Padova come contingente di rinforzo per sopperire alla carenza del personale di servizio. Quella sera non doveva nemmeno esserci, a bordo di quella Volante: aveva sostituito un Collega che aveva chiesto visita per un raffreddore.... Giordano si sarebbe congedato di lì a tre mesi, alla fine del primo anno di servizio: assieme ai genitori aveva un'attività lavorativa già avviata nel Bellunese. Quella sera, mentre copriva le spalle al suo Capopattuglia, non fece nemmeno a tempo a capire cosa stesse succedendo: rimase ucciso pressochè sul colpo. Voglio ricordare anche Stefano, l'autista di quella Volante, che si salvò solo perche rimase in macchina in ascolto radio, come era previsto dalle tecniche operative di allora. Vide due amici cadere sotto i suoi occhi, due amici con i quali fino a 5 minuti prima aveva riso e scherzato. Oggi è ancora in Volante a "macinare" turni e a rischiare. Tutti noi Colleghi sappiamo, nessuno ne parla mai. Ma quando in servizio Stefano decide una cosa, quella decisione è legge. Io quella maledetta sera non ero ancora un Poliziotto: ero un semplice volontario della Croce Verde di Padova che, assieme ad altri, intervenne sul posto in soccorso dei due Agenti. Per la prima volta mi resi conto di come la Polizia fosse una grande famiglia che in quel momento aveva perso due dei suoi Figli: c'erano il Questore, il Comandante del 2° Reparto Mobile, una schiera infinita di Funzionari, i Colleghi di turno, tutti con le lacrime agli occhi, tutti colmi dello stesso dolore infinito. In quel momento non esistevano più gerarchie: tutti erano Poliziotti e tutti erano accomunati da uno strazio devastante più grande di loro. Certo, le indagini vennero concluse a tempo di record, con la competenza e la professionalità dei nostri Investigatori. I colpevoli vennero assicurati alla giustizia e oggi sono ancora in carcere. Ma ogni volta che una Volante passa vicino a quel ristorante, in auto cala un attimo di silenzio: è una cosa spontanea, automatica, non decisa prima. E in quel momento tutti Noi fratelli in Blu sappiamo che Giovanni e Giordano sono lì con noi.
(per la Redazione Cadutipolizia: Gianmarco Calore)
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