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Erano gli anni di piombo...16 Marzo 1978

Erano gli anni di Piombo, quando si sparava alla Polizia perché rappresentante di quello Stato che per alcuni, non aveva dato seguito ai “patti” del dopoguerra lasciando il Paese in mano a coloro che non rispettavano il proletariato e a  quella componente così importante che aveva contribuito a liberare noi tutti dal buio della dittatura fascista.
In quegli anni era facile morire sotto l’implacabile scure del terrorismo, non esisteva un Ufficio o Reparto tranquillo, tutti erano in  trincea, bastava indossare una divisa e come in un incubo potevi rimanere colpito da una pioggia di fuoco ostile, criminale e senza scrupoli.
C’era poi chi stava in prima linea che, più di tutti era esposto e  immaginava, lo sapeva, lo metteva in conto…
Il 16 Marzo del 1978 l’Onorevole Aldo Moro veniva sequestrato da questi “salvatori” della Plebe fanatici della dittatura di un  proletariato che invece non li capiva e non li seguiva, facendo scempio della vita di uomini "del" e "per " lo Stato.
Su questo sequestro è stato detto e scritto e anche sceneggiato di tutto e di più,  ma niente si è narrato di:

Guardia di Ps Raffaele Iozzino
Maresciallo dei CC Oreste Leonardi
Appuntato dei CC Domenico Ricci
Guardia di PS Giulio Rivera
ViceBrigadiere di PS Francesco Zizzi.

di questi angeli, come di altri, si parla sempre troppo poco.
Loro certamente avevano messo in conto di  poter rimanere vittime della follia terroristica, ogni giorno andavano a prendere l’On Moro con la paura di non riuscire a tornare a casa per riabbracciare i loro cari…per colpa di una banda di visionari che aveva scelto la lotta armata.
Oggi sono 29 anni da quel sacrificio e ancora in molti non riescono  a cogliere il reale valore di quel massacro non voluto; quegli uomini hanno cercato di difendere colui che si impegnava per far fare  un salto positivo al nostro Stato (quello con la “S” maiuscola), quei ragazzi non hanno potuto fermare “quell’entità” che voleva un’Italia agganciata a vecchi stereotipi che si nutre e vive ancora di troppi anacronismi.
La Figura di Aldo Moro e della sua scorta assume un significato importante ancora oggi: se non fosse stato assassinato forse non saremo qui a raccogliere ancora notizie di terroristi sempre all’opera, sempre a  caccia di qualche buon obbiettivo per scardinare quello Stato o quel sistema di cose che ai loro occhi é negativo a prescindere.
La scorta era li, insieme a lui e al suo grande progetto di conciliazione e questo sforzo non può e non deve essere dimenticato.

(il Webmaster Michele Rinelli)