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11 Settembre 2001 IL CROLLO DI OGNI CERTEZZA Un tempo la saggezza popolare contadina usava un azzeccato aforisma quando voleva evidenziare un discorso sconclusionato in cui il latore veleggiava tra improbabili vaneggiamenti su ciò che in realtà veniva considerato un dogma inconfutabile. Ti dicevano: "Tanto varrebbe che il sole sorgesse a ovest". Martedì 11 settembre 2001 in tutto il mondo il sole è sorto a ovest. Quello che veniva da sempre considerato un dogma inconfutabile, cioè l'inviolabilità della potenza americana, crollò sotto gli attacchi di alcuni kamikaze arabi che sferrarono in pochi minuti il più tremendo colpo al cuore degli Stati Uniti, forse più ancora che a Pearl Harbor. E tutti noi, piccoli satelliti che gravitano da sempre nell'orbita del grande pianeta a stelle e strisce ci siamo scoperti improvvisamente nudi e indifesi nei confronti di un nemico subdolo, feroce, spietato e - cosa ancora più grave - totalmente invisibile e imprevedibile. Non sto a ripercorrere le immagini che tutti per mesi abbiamo continuato a vedere in televisione e sui giornali: le due Torri Gemelle - simbolo della superpotenza americana - che crollavano come un castello di carte scosso da un'improvvisa corrente d'aria; il Pentagono sventrato; un altro aereo precipitato grazie alla rivolta di semplici cittadini che dettero al mondo intero la più sublime lezione di patriottismo. Immagini di morte, distruzione, disperazione, ma anche di eroismo, fratellanza, coesione al di là di ogni barriera sociale. Civili e militari, poliziotti, vigili del fuoco, gente comune: tutti arrampicati come formiche su giganteschi cumuli di macerie a scavare ininterrottamente, respirando una polvere sottilissima che mieterà altri morti negli anni a venire. E una domanda che ha cominciato a serpeggiare tra la gente, infilandosi subdola nelle teste e nei cuori: come è stato possibile tutto ciò? Come una super-potenza come l'America ha potuto farsi ingannare e sorprendere da un gruppetto di sparuti individui che si sono fatti beffe del sistema di controspionaggio e sicurezza considerato il migliore al mondo? C'è chi ha cavalcato un'onda di spietato cinismo, ventilando l'ipotesi che un simile sfacelo sia stato ideato, creato, voluto ed attuato "in casa" come giustificazione per il futuro attacco all'Iraq: non voglio nemmeno prendere in considerazione una tale ipotesi. Ma fa parte del crollo di ogni certezza. Da quel giorno tutti ci siamo comportati come bussole impazzite che hanno perso il nord, come un sole che sorge a sud e tramonta a est. Tutti i più usuali gesti di ogni giorno - dal prendere la metro piuttosto che un aereo o un treno, al fare la spesa nei supermercati - hanno assunto una dinamica e un approccio diversi, caratterizzati da un terrore con il quale abbiamo imparato a convivere. Perchè sappiamo che dopo quella data non ci sono più certezze. E poi altri attacchi: Madrid, Londra.... questo insulso fantoccio barbuto che invade le nostre case attraverso il tubo catodico con i suoi deliranti proclami che sembrano uscire da una macchina del tempo che abbia spalancato le proprie porte sul più oscuro medioevo. Parole come "crociati" e "infedeli" in una moderna contro-crociata verso occidente. E l'orrore che credi di avere sopraffatto, ti disarciona ancora una volta gettandoti nella polvere: cittadini occidentali di qualsivoglia nazionalità - colpevoli solo di voler aiutare l'Iraq a risorgere - vengono orrendamente seviziati e decapitati, trucidati a colpi di mitra o di pistola dopo avere subìto un pazzesco processo e gettati su Internet perchè la gente veda, sappia e soprattutto tema..... Ma tornando al quel giorno che ha sconvolto il mondo, una parola in più la voglio spendere per i nostri Fratelli in Blu d'oltreoceano che sono morti, spesso senza che i familiari potessero seppellire nemmeno un corpo. Il corrispondente sito americano sui Caduti delle Forze di Polizia dedica un'intera sezione a questi ragazzi e ragazze, molti dei quali italo-americani. Le registrazioni delle comunicazioni radio e delle telefonate fatte con i callulari fanno rabbrividire: i colleghi dalle varie sale operative sentono i loro "fratelli" precipitati in una bolgia infernale. Sono come bambini con la divisa, che piangono, invocano la loro mamma, i loro figli, il loro dio.... Ma Dio quel giorno si è girato da un'altra parte: anche quest'ultima certezza è crollata. Nessun religioso è stato in grado di spiegare o trovare le parole di conforto più adatte. Neanche Giovanni Paolo II°, il più grande Papa di tutti i tempi, riesce a trasmettere il suo carisma e la sua fede nell'uomo: è annichilito da un dolore immenso e si aggrappa alla fede nell'ultimo barlume di speranza che solo un santo ha potuto conservare. I soliti sobillatori vedono l'avverarsi delle profezie di Nostradamus, il moderno Armagheddon, l'avvento di Satana, la fine del mondo: a panico si aggiunge panico e ad isteria da sopravvivenza si somma isteria religiosa. L'est è diventato nord, il nord è diventato sud. Anche il sole scompare, offuscato da una nube di polvere fotografata perfino dai satelliti. Il tempo si è fermato, la gente non sa nemmeno più che ore sono: un'altra certezza spazzata via.... L'immagine del vigile del fuoco ridotto ad una maschera di polvere, che esce dall'inferno con uno sguardo di chi ha visto il Male in tutta la sua deforme vastità.... Il paramedico dell'ambulanza che non risce più a trovare la via dell'ospedale, in preda ad una crisi di nervi, con una barella vuota che trascina tra macchine sepolte da cumuli di macerie... Lo sguardo dei cittadini che ormai credono all'incredibile. Che non hanno più certezze. Questo è stato l'11 settembre 2001. Non è finito quel giorno ma con esso si è azzerato il contatore della speranza in un mondo migliore. Perchè non ci può essere un mondo migliore in cui possano esistere uomini che disprezzano la vita umana, pronti ad immolarsi per un paradiso con 99 vergini per chi si suicida in nome di un dio crudele e sanguinario. Anche questa certezza è crollata. E la sua ricostruzione sarà lenta e dolorosa perchè in ognuno di noi "infedeli" ci sarà sempre una ferita mai completamente rimarginata, pronta a farci soffrire all'improvviso proprio quando pensavamo di esserne guariti. Per la Redazione Cadutipolizia: Gianmarco Calore
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