Redazione
Chi Siamo
Collabora
Contatti
Articoli
Rubriche
Links
Guestbook
Forum
Cerca

Homepage

 

La Voce della Giustizia....

Non è facile far sempre permeare i valori cristiani della nostra cultura quando ci si ritrova a a fare i conti con i propri ideali di giustizia e senso di equità; non è facile porgere l’altra guancia al prossimo dicendo e sforzandosi di pensare “Tanto è tutto finito”; non è semplice poter guardare negli occhi i tanti figli orfani delle giacche insanguinate a cui i delinquenti hanno strappato l’affetto di un genitore per dirgli “è passato tanto tempo….la vita deve continuare anche per loro”.. anche se loro non hanno dato valore a quelle vite che hanno tolto negandogliene una fetta irrinunciabile.

Non è facile accettare il tempo che passa, le strane dinamiche della politica, il clamore delle pagine di storia macchiate di sangue in cui qui cerchiamo solo di non far perdere nell’egoismo del tempo: volti, nomi e vicende che oggi sembrano così lontane ma che spesso ripropongono un’attualità disarmante. Non chiedeteci, però, di accettare, di capire, di perdonare i pluriomicida da cui tante giacche blu hanno ricevuto solo il “dono” della morte, quello di rinunciare all’amore di figli che crescono e di poter vedere la propria famiglia crescere ed invecchiare insieme come l’ordine delle cose vorrebbe.

A chi cerca di farmi capire che “la vita continua” rispondo che non ha bisogno di farmelo capire, lo vedo ogni giorno negli occhi delle tante persone che svolgono il mestiere del poliziotto con passione e abnegazione e che nonostante le nefandezze di uno strano “buonismo” sono ancora lì a servire “Lo Stato”, non certamente quello dei politici ma dei Cittadini che ci chiedono quotidianamente di mettere una “pezza” allo strano modo di intendere la giustizia.

A chi mi vuole spiegare che esistono mamme che vogliono morire con i loro figli tra le braccia rispondo che ci sono famiglie intere a cui non è stato concesso nemmeno di abbracciare le salme dei propri cari da quanto quei cadaveri fossero stati martoriati da chi oggi chiede di ricominciare a vivere.

Il rispetto della vita non passa dal disprezzo di quella altrui, che cosa vogliamo insegnare ai nostri figli?? Che messaggio vogliamo che arrivi alle persone che oggi, ancora, vogliono credere che esiste una giustizia degli uomini?? Che valore ha l’uguaglianza di fronte alle leggi in nome del popolo?

Gli uomini possono perdonare, i tribunali devono giudicare ma chi si è dimostrato incurante della vita altrui reiteratamente non meriterà mai di tornare ad essere parte integrante della società civile ma deve solo rimanere nelle carceri senza pretendere ciò che egli stesso ha negato e fatto cessare senza scrupolo alcuno.

Non abbiamo altro modo di rendere giustizia ai nostri morti se non mantenendo in carcere quelle persone che hanno scelto deliberatamente e più volte di ucciderle, non ci può essere perdono vero senza una vera giustizia.

...chissà che qualcuno prima o poi si metta ad ascoltarla la vera voce della giustizia....e dei nostri morti!

(il webmaster Rinelli Michele)