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Finanziaria e Polizia
E se le regole le detta chi ha interesse a indebolire il Paese ?
di Gabriella Vitali D'Andrea

Ci possono essere, forse, due modi differenti per affrontare il tema – tutt’altro che marginale, tutt’altro che ininfluente per il futuro di una società civile – del proditorio attacco alla legalità che il governo sta portando avanti ormai in modo sempre più inequivocabile. Lo sta facendo senza più il pudore di camuffare le apparenze, mistificando.

Un attacco alla legalità che è sotto gli occhi di tutti, a cominciare dal farneticante indulto (con tutte le conseguenze che abbiamo avuto modo di sperimentare poi immediatamente sulla nostra pelle) sino ai recenti tagli della finanziaria, che – lo si voglia ammettere o no - metteranno in ginocchio la Polizia. Sì, perché - checché ne dica Padoa Schioppa, secondo il quale questo riassetto economico-amministrativo della Polizia di Stato “non è affatto un problema” – applicando le... geniali innovazioni della finanziaria 2007 ci troveremo tutti quanti, di punto in bianco, in un Paese meno sicuro, meno difeso. E il cittadino avrà solo l’alternativa di rassegnarsi a subire, o di tentare, in qualche modo e con ogni mezzo, di difendersi da solo. Il primo modo, dicevo, è quello di mettere a nudo le assurde incongruenze di certe scelte, puntando il dito contro la colpevole scelleratezza di chi queste scelte, queste decisioni, le ha operate in nome di non si bene quali disegni (che in verità sono invece del tutto leggibili e identificabili !). Ma a che servirebbe ? Quando non si ha a che fare con interlocutori affidabili ed eticamente corretti è del tutto inutile perdersi in argomentazioni razionali, perché raramente l’uso della ragione si coniuga con gli interessi personali e il bieco tornaconto di cui sono intrisi sino al midollo questi “portatori d’interessi particolari”. L’altro modo di affrontare il tema della nostra chiacchierata odierna invece – purtroppo destinato, con ogni probabilità, a rivelarsi a sua volta e nella stessa misura del precedente, inefficace ai fini della soluzione del problema – è levare alto, forte, chiaro, il nostro grido di sdegno: uno sdegno che non affonda, è del tutto evidente, le radici dentro semplici considerazioni di buon senso, ma attinge invece a quei fondamenti morali e civili che albergano ancora, grazie al cielo, in gran parte della nostra gente, in gran parte di quei cittadini, che costituiscono la spina dorsale vera dell’Italia democratica e civile. E allora è dando voce, crediamo, a questa parte sana della società che da questo “sito” denunciamo apertamente come provvedimenti miopi e insensati, quali il taglio di risorse economiche destinate a far funzionare la Polizia siano, in realtà, prima di tutto un’inqualificabile offesa a tutti i cittadini che indossano la Giacca Blu e, in modo particolare, una vergognosa beffa che offende anche la memoria dei nostri Caduti. Tutto qui ! Chiamiamo le cose con il loro nome ! Non ci illudiamo che questa nostra “reprimenda” possa in qualche modo far cambiare le regole del gioco (di un gioco palesemente e vergognosamente scorretto) e che, leggendo queste righe, ascoltando questo sfogo, chi siede nella stanza dei bottoni possa apportare delle modifiche alla finanziaria nei suoi commi riguardanti le riforme economico-amministrative per la Polizia. Non siamo certo così ingenui. E tuttavia, proprio per correttezza, per coerenza con quell’imperativo morale che ci brucia dentro e che ha mosso e muove ogni nostra considerazione ed ogni nostra azione sul piano civile, vogliamo ugualmente denunciare la vergogna di coloro che, senza coerenza e senza pudore, agiscono mossi solamente da immediati criteri utilitaristici, con un giro d’orizzonte che si spinge giusto fin dove può arrivare l’orizzonte della malafede...

(Gabriella Vitali D'Andrea)