Caduto nell'adempimento del Dovere

Dal Zotto Anselmo

Guardia

di Pubblica Sicurezza (Polizia Repubblicana)

Questura di Vicenza

3 Maggio 1945

-- Anni



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I Caduti che oggi Ricordiamo

Fu sommariamente fucilato il 3 Maggio a titolo di rappresaglia dall'esercito nazista in ritirata nell'eccidio di Pedescala (VI) il 3 Maggio.

In un giorno di fine aprile del 1945, a Liberazione avvenuta, sull'altipiano di Asiago un commando di partigiani tese un'imboscata a una colonna di militari tedeschi in ritirata causandone alcune perdite. I superstiti di quella colonna si unirono ad un altro contingente nazista agli ordini del capitano Wasmuth (Waffen SS) il quale, forte dei suoi 500 uomini, ordinò alle popolazioni locali di consegnargli i responsabili dell'attacco ai suoi uomini minacciando di uccidere in caso contrario 10 italiani per ogni nazista deceduto. L'ordine cadde nel vuoto: a partire dal 30 aprile 1945 (e per i tre giorni successivi) i nazisti iniziarono la mattanza uccidendo indistintamente uomini, donne e bambini. Vennero assassinati perfino il parroco di Pedescala e un bambino di 5 anni.

Le fonti consultate non ci dicono a che titolo la guardia Dal Zotto si trovasse a Pedescala: probabilmente dopo la Liberazione aveva cercato di ricongiungersi ai familiari. In ogni caso venne ugualmente passato per le armi tra il 2 e il 3 maggio del 1945.

La strage di Pedescala contò alla fine 64 morti in quel solo comune, oltre ad altri 18 nei comuni limitrofi di Forni e Settecà. Oltre alle Waffen SS di Wasmuth furono ritenuti responsabili in correità i paracadutisti tedeschi della 1° Fallschirmjäger Division (reparto della Wehrmacht), provenienti da Schio (VI), chiamati anche “Grune Teufel” (“Diavoli Verdi”) che avevano resistito a Montecassino; i militari russo-ucraini del 232° Ostbataillon della Wehrmacht con a capo il capitano Fritz Büschmeyer; generici reparti tedeschi della Wehrmacht; volontari italiani della XXII° Brigata Nera “Antonio Faggion” dell'Ispettorato delle Camicie Nere del Veneto e del Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere. La posizione di questi ultimi non è tuttavia univoca e gli storici sono concordi nel ritenere che si poteva trattare di oltranzisti che avevano seguito l'esercito tedesco fino alla fine per cercare un improbabile rifugio all'estero.

 

Fonte: Luca Valente, "Dieci giorni di guerra, 22 aprile-2 maggio 1945: la ritirata tedesca e l'inseguimento degli Alleati in Veneto e Trentino" - Verona, Cierre Edizioni, 2006; Istituto Storico RSI.

 

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