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...e meno male che dovevano essere "Angeli"
...di Vallanzasca

- di Michele Rinelli -

L’ho aspramente criticato, nei primi minuti volevo spegnere, un sussulto ogni fotogramma pensando a tutto quel sangue versato mentre il mio si raggelava nel vedere quelle sequenze.

Ho pensato però che non era giusto, dovevo farlo, non si può parlare a vanvera, per giudicare è necessario sapere, in questo caso vedere…e l’ho visto “Gli Angeli del Male” di Michele Placido, la storia autobiografica del bandito Vallanzasca.

E’ probabile sia di parte, è probabile che quelle scene, quei dialoghi, quel disprezzo camuffato da rispetto della vita siano solo il frutto della mia naturale vicinanza a certe persone e a certe questioni ma non poteva che essere com’è: l’esaltazione umana di un bandito eroe.

Già perché l’eroe Vallanzasca, oltre che essere bello e avere le fattezze di un affascinante Kim Rossi Stuart, viene dipinto come uno che di sangue ne ha versato poi poco, che è vittima di una magistratura incapace, che gli inquirenti l’hanno condannato per fatti che lui non ha commesso ma, in quanto capo della banda, doveva prendersene la responsabilità: che eroe!!

Certe battute, poi, ne avrei fatto volentieri a meno: “Le armi servono per spaventare, non per uccidere” …e meno male altrimenti avrebbe provocato un genocidio a furia di rapinare banche.

Per non parlare dell’orrore provato nel vedere un poliziotto, ferito, che a sua volta colpiva a morte un rapinatore; scena dipinta magistralmente come fosse l’esecuzione di un poveretto che stava esercitando il suo naturale diritto ad assaltare una banca nel totale dispregio della vita altrui e delle normali regole della convivenza civile.

Vallanzasca “”uomo d’onore””, Vallanzasca “”UOMO””, e che “”uomo””, si sono consumati più fellatio in quel film che nel miglior best seller con protagonista la compianta Moana Pozzi, un aspetto quella della sessualità del bel Renè che poteva essere tralasciata, in fondo le sue gesta in camera da letto sono quanto di più inutile quel film rappresenti….ma il sesso fa vendere e fa bene a tutti, è risaputo!!!

La critica ha esaltato Placido,  la regia, la storia….di un individuo che deve essere dimenticato, di una persona che del rispetto della vita umana ha concepito solo lo sberleffo, la sfida, la non curanza, la "cattiveria" perché lui non è cattivo, ha solo il lato oscuro pronunciato.

Vallanzasca, un galeotto che si è permesso di fuggire diverse volte dal carcere e per questo, oggi, viene premiato, la sua storia portata sul grande schermo rischia di essere un monito, un esempio, una vittoria: donne, passioni, soldi, potere, dove si dovrebbe evincere il suo fallimento ?

Dal fatto che molte donne si inginocchiavano ai suoi piedi non certo per tagliargli le unghie ?

Da dove dovremmo capire, come diceva esserci negli intenti di Placido, il pentimento del bandito ?? Dal fatto che si lascia prendere da un giovane carabiniere di 20 anni che lo trova ancora nei pressi di una cabina telefonica da cui aveva fatto una improvvida telefonata  fatta per confermare la sua vena da sbruffone ?

Vallanzasca da quel film esce quasi come fosse un povero cristo, come un grande capo che davanti ai tribunali paga come solo i grandi capi patiscono.

Avrei voluto vedere il fallimento dell’uomo, il dolore delle sue vittime, la morte umana che le sue gesta hanno provocato; di tutto questo ci sono accenni, timidi accenni incomprensibili a moltissimi che dovrebbero vietare questo film ai minori degli anni 30 perché troppo facile rimanere affascinati dalla figura che un Kim Rossi Stuart riesce a tracciare, col suo sex appeal, di un sanguinario bandito.

Vietarlo!!!

Vietarlo a certi adulti ignoranti, che della storia e di certe storie conoscono troppo per sentito dire, vietarlo agli adolescenti che potrebbero prenderlo come modello culturale e di vita, ritirarlo dagli scaffali delle videoteche perché è pericoloso vederlo senza un adeguata conoscenza storica, umana e sociale dei fatti.

Gran bel lavoro signor Placido, un film che mi ha fatto riflettere, un film che merita l’oblio come quello che il bandito Vallanzasca avrebbe dovuto ritagliarsi ogni giorno di semi libertà recentemente concessi senza avere la possibilità di aiutare nessuno, specie lei, a celebrare, così come gli è stato concesso, la sua vita.

Noi comunque siamo qui, e ci saremo sempre, con questo sito, con queste lapidi, con il dolore delle persone e del sangue versato a fare in modo che nessuno dimentichi…. ciò che certa gente, riesce ad esaltare, guadagnando sulla pelle e sul sangue di chi non ha più voce e che non può e non deve essere dimenticata.

Per la redazione Cadutipolizia: Michele Rinelli

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