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Sei Anni…Emanuele…GRAZIE

 

Emanuele Petri Caduto per mano delle Nuove BR

Sono ormai passati sei anni da quella mattina di morte quando Emanuele Petri, per mano di ignobili terroristi, ha perso la sua vita fornendo il più importante contributo che si potesse dare alla lotta all’ultimo baluardo presente in Italia del terrorismo rosso.

Credo che ciascuno di noi Poliziotti, già in attività di servizio all’epoca dei fatti, si ricordi esattamente cosa stava facendo quella tragica mattina.

Le notizie si susseguivano veloci, strano era quello che era accaduto, un evento davvero singolare, nessuno si sarebbe mai immaginato che Emanuele, quel giorno, potesse incontrare lungo la sua strada lavorativa due tra i più feroci terroristi in circolazione: Mario Galesi e Desdemona Lioce.

La morte di Emanuele, suo malgrado, è un importante spartiacque alla lotta al terrorismo rosso, senza la sua morte, senza quella del terrorista Galesi e senza i file di un palmare che quei due balordi portavano a seguito quel giorno non avremmo mai davvero sconfitto l’ultima feroce frangia delle BR ancora presente in Italia.

In sei anni sono cambiate tante cose, l’Italia sta affrontando un periodo durissimo a livello politico economico e il lavoro dei colleghi dell’antiterrorismo è sempre molto frenetico, in un mondo che cambia così rapidamente e sempre più in affanno le frange di rivoltosi sono sempre e dinamicamente al lavoro.

Se non ci fosse stato Emanuele forse quei colleghi avrebbero avuto qualche grattacapo in più, qualche altro morto a cui dare giustizia e altro inutile sangue di civili sparso inutilmente nelle strade italiane.

A distanza di sei anni si è detto tutto su Emanuele, sulla sua umanità, sul suo altruismo, sulla vicinanza al prossimo non solo per lavoro ma anche e soprattutto nella vita privata: Emanuele quel giorno tragico chiese un cambio turno per assistere un amico carabiniere con enormi problemi di salute.

Sappiamo anche del coraggio del figlio che, nonostante tutto,  ha voluto perpetuare il percorso lavorativo del padre indossando con onore e orgoglio la sua medesima uniforme.

Difficile quindi non scendere nella retorica, difficile non pensare ancora una volta a ciò che ha fatto, ha quanti morti ci ha risparmiato con il suo sacrificio e quello del suo collega che, ancora oggi, patisce le pene dell’inferno per quel cruento conflitto a fuoco su quel treno maledetto.

A Emanuele che spero continui a vegliarci da lassù e al suo/nostro collega che tanto/troppo hanno speso per assicurare alla giustizia due terroristi assassini non può che andare il nostro retorico ma pur sempre sincero Grazie perché senza il Vostro sacrificio estremo non saremmo qui con qualche pericolo in meno durante le nostre sei ore di servizio.

A voi, quindi, GRAZIE!

(per la redazione di Cadutipolizia.it Michele Rinelli)

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