Carta Straccia
(Lettera Aperta dell'Assistente Capo della Polizia di Stato
Antonello Marini)


(La
Scorta di Giovanni Falcone : Rocco Di Cillo - Antonio Montinaro - Vito
Schifani)
Palermo, lì 1 dicembre 2009
Il sottoscritto Ass. c.po della P. di S. MARINI Antonello, fa presente
quanto segue: Domenica 29 novembre verso le ore 21,00 circa, mi trovavo
presso l'armeria del Reparto Scorte, notavo un giovane collega avente in
mano un "Pappello" di moduli in carta riciclata, quando in quel momento fui
colto da un irresistibile necessità di ispezionare quei fogli, come colto da
un irresistibile richiamo chiesi al collega di mostrarmeli, quindi
estrapolandone dal mazzo uno in particolare, con grande stupore e meraviglia
condivisa dai colleghi presenti, notai immediatamente che si trattava
dell'ordine di servizio ORIGINALE del 23 maggio 1992, e più precisamente
l'ordine di servizio della Quarto Savona 15 e 15 Bis.
Proprio lei la Scorta
del Giudice Falcone. l'ordine di servizio del giorno della strage, ed ebbi
la sensazione che quel foglio, mi avesse in qualche incomprensibile modo
chiamato. Faccio presente che di tale fatto, al termine di un breve
interminabile emozionantissimo e commovente silenzio, è seguita una
condivisa manifestazione di rabbia e grande risentimento, nell' essersi resi
conto che un documento di inestimabile valore, quale prova inconfutabile per
coloro che portano il ricordo sincero nel cuore, che il 23 maggio sia
realmente esistito e che quegli equipaggi erano reali, L'ORDINE DI SERVIZIO
PER IL QUALE SONO ANDATI A FARE IL LORO DOVERE PER L'ULTIMA VOLTA quei
nostri colleghi. Non siamo riusciti a comprendere come abbia potuto quel
prezioso reperto, finire nella carta riciclata, ECCO SCUSATE L'IGNORANZA, LA
SCARSA INTELLIGENZA, SE VOGLIAMO LA NOSTRA STUPIDITA' MA NON RIUSCIAMO A
COMPRENDERE, come quel documento con quei nomi, sia potuto diventare
spazzatura e del perché invece, innumerevoli colleghi abbiano immediatamente
sentito la necessità la voglia, di fotocopiarlo, con la fotocopiatrice di
reparto, con la carta di reparto, con quella carta tanto preziosa bianca che
si deve risparmiare, e se qualcuno pensa che questo sia stato un abuso o un
comportamento illegittimo perche noi, perche io cercassi di salvare la
memoria del foglio, di quel foglio di quel maledetto giorno, faccio presente
che in quel momento ero il più alto in grado e ho autorizzato tutto io, e
che mi assumo tutta la responsabilità di legge e regolamento, ecce homo,
ecco ii petto, come io e ingazzi delle scorte siamo abituati a mostrare
sempre, quando usciamo di servizio con i CESSI DI AUTO che ci date per
lavorare, mentre le personalità e soprattutto i politici hanno le auto
blindate alla moda, VIP ultimo modello, sedili in pelle e tutti gli
optional, confort e soprattutto ben BLINDATE, tanto per loro si, che non
sono mai soldi sprecati. Parole pesanti? Be non girerò la faccia facendo
finta non vedere e non capire, io sono delle Scorte, e la paura io non la
conosco più, me l'hanno rubata il 19 luglio del 1992. Qualcuno pretende dai
dipendenti Pubblici un GIURAMENTO, ma prima di far giurare gli altri, che li
mantenessero loro i giuramenti, come quello che ci avevano fatto per bocca
del ministro dell'interno e del capo della Polizia, dopo le stragi, che a
Palermo, mai più, mai più, avremo lavorato senza auto blindate. BUGIARDI,
BUGIARDI. Quante brillanti carriere a tutti i livelli, più splendenti delle
comete, quanti elogi encomi, persino chi ha salvato il gatto della nonnina
sul ramo dell'albero è stato encomiato. Agli uomini che salivano sulle croma
e alfettone blindate, quando c'era da sporcarsi le mutande e pochissimi
volevano fare quello sporco lavoro, nessuno ha mai, detto neppure grazie.
Perché andare avanti, davanti a tanta ingratitudine? Per il solito maledetto
motivo di sempre, perché questo è il nostro "sporco" sacro lavoro, perché
non saremo mai da meno ai nostri EROI e mai li disonoreremo.
Signor Questore la prossima volta che qualcuno decide di premiare qualcuno,
mi dia l'opportunità di farle presente anche, qualche nome dei ragazzi delle
Scorte, e giuro davanti a Dio, che sono uoinini che se lo meritano davvero
per la devozione, il coraggio lo spirito di sacrificio con il quale anche
oggi continuano a proteggere nonostante mai come ora il livello di sicurezza
per la pelliccia dei ragazzi delle scorte sia stato così basso. Si parla
tanto di valori, di ideali, ecco noi li abbiamo fatti nostri, ma per
condividere certe cose, occorre avere oltre alla voglia di far carriera e
mettersi in evidenza, anche una capacità dell' anima che si chiama
SENSIBILITÀ quella che è mancata, nel far insensibilmente circolare, ciò di
cui abbiamo illustrato e non accorgersi o non aver previsto che, tra la
carta straccia c'era qualcosa, che per chi ha questa capacità la
SENSIBILITÀ, avrebbe quantomeno fatto girare qualcosa, nello scoprire che
per quello che qualcuno considerava solo carta da riciclare e che pure non
riusciva a capire, che per quel banalissimo foglio, considerato spazzatura,
potesse esserci qualcuno e più di uno, disposto rischiare tutto quello che
ha, come avevano già fatto i suoi compagni a maggio e a luglio del 92. Quel
foglio mi ha chiamato, era l'originale ed ora è mio, perche l'ho raccolto
dai rifiuti e non lo darò mai a nessuno che io non voglia. Forse qualcuno
pensandoci meglio, si renderebbe conto che dovrebbe chiedere scusa, e quel
qualcuno non sono io.
(di Antonello Marini tratto dal sito
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/22700/78/)
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